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VIA ROSSINI, CAGLIARI

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La città di Cagliari è caratterizzata da forti componenti ambientali e paesaggistiche.
Essa anticamente si è sviluppata a ridosso dei colli, in prossimità della costa, secondo uno schema insediativo che ha generato degli isolati principalmente costituiti da edifici residenziali a schiera. Le schiere si propongono quindi a risoluzione dei dislivelli e dei pendii collinari e allo stesso tempo dialogano con il complesso sistema costiero.
Negli anni ’30 del XX secolo, a seguito della ripresa economica che ha interessato tutta l’Italia, a Cagliari venne attuato il primo grande ampliamento urbano attraverso un piano di espansione che ha portato alla creazione del quartiere di San Benedetto a est del quartiere storico di Villanova.
San Benedetto, a differenza dei quartieri storici che si situano a ridosso del mare e dei sistemi collinari urbani, si attesta in un’area pianeggiante ed è influenzato dai grandi piani urbanistici di fine 1800, con la presenza di grandi viali che, partendo dalla piazza San Benedetto, intercettano a raggiera tutti gli isolati dell’area connettendoli tra di loro e con il resto della città.
Tra le direttrici urbanistiche spicca, per importanza, la via Dante Alighieri, l’unico viale alberato del quartiere, divenuto una delle principali vie commerciali e di aggregazione sociale della città.
Il quartiere è caratterizzato dalla presenza di palazzi di 5 o 6 livelli fuori terra, costruiti a filo strada, che saturano il paesaggio, intervallati da piazze e aree pubbliche pavimentate. Nel quartiere, costruito ad uso principalmente residenziale, si nota la quasi totale assenza di aree verdi pubbliche concretamente fruibili dai cittadini.
Il progetto Urban Revolution si inserisce in uno spazio del nucleo urbano consolidato a ridosso di via Dante Alighieri e di Piazza San Benedetto, i fulcri nevralgici dell’intero quartiere.
Il lotto d’intervento, situato principalmente all’interno di un isolato urbano, era completamente edificato da un insieme di fabbricati di servizio, sistemati in aderenza con il muro di confine interno e da un fabbricato centrale di tipo industriale – artigianale privo di valenza architettonica.
Il primo intervento progettuale è stato la demolizione di tutti i fabbricati esistenti all’interno del lotto, ripristinando l’originario vuoto urbano pronto ad accogliere il nuovo edificio residenziale.
Successivamente si è deciso di “sfidare” lo status quo dell’area interrompendo la monotonia visiva e costruttiva del quartiere derivante dalla edificazione eseguita rigorosamente a filo strada, decidendo di traslare il nuovo corpo di fabbrica costruito verso la parte posteriore del lotto mantenendo il distacco minimo dal confine consentito dalla normativa vigente.
Il gesto progettuale ha spostato lo spazio libero verso la strada, introducendo così nuove prospettive compositive e nuove possibilità progettuali.
L’apertura di una breccia nel fronte edificato ha creato una nuova area urbana, una zona di raccordo tra l’edificio e la strada pubblica, idonea a conferire un’area verde attrezzata all’isolato, mitigando così le lacune del quartiere.
Il nuovo micro-parco urbano corrisponde così alle necessità della vita odierna che riscopre il bisogno del rapporto con la natura anche all’interno della città e ricerca una dimensione sociale da vivere nella sicurezza.
L’edificio o conforme, per dimensioni ed altezze, all’edificato circostante. Esso consta di 5 piani fuori terra più attico con terrazza sovrastante in cui è presente una grande piscina privata.
Il piano tipo è caratterizzato dalla presenza di 3 grandi appartamenti: due con zona giorno fronte parco e zona notte sul retro; un appartamento tutto prospettante sul retro.
Il progetto si caratterizza per linee forti ed essenziali che spingono sull’orizzontale, mitigando, attraverso giochi prospettici, la percezione della imponenza del progetto.
Quattro sono gli elementi che caratterizzano fortemente l’impostazione del progetto: i setti murari; le vetrate; le terrazze; il brise-soleil.
I setti murari si impongono come generatori e classificatori di spazio. La “massività” dei setti pieni realizza una cortina opaca a protezione degli ambienti interni e, attraverso una serie di traslazioni e spostamenti, configura un motivo geometrico capace di creare un gioco di luci e ombre che qualifica l’intero progetto.
Le vetrate caratterizzano la facciata prospettante il nuovo spazio pubblico. Il loro posizionamento in questa parte della zona giorno permette alle unità interne di aprirsi al nuovo spazio urbano, dialogando e mettendo così in connessione lo spazio privato con quello pubblico.
Grandi terrazze, con dimensioni variabili in funzione degli spazi da esse serviti, avvolgono l’intero fabbricato dortandolo di spazi privati che corrispondono alla necessità di spazi aperti in un contesto cittadino e che, al contempo, creano una zona filtro tra lo spazio pubblico esterno e quello privato interno.
Grazie a una finitura dal forte impatto visivo e allo studio dell’illuminazione realizzata con fasce led che corrono lungo ogni profilo, la terrazza si pone come elemento qualificante l’intero edificio.

Il brise-soleil, introdotto come finitura idonea a proteggere gli spazi interni dal forte irraggiamento solare estivo, connota fortemente il progetto al punto da diventare il leitmotiv dell’intero complesso. Con una finitura metallizzata a tinte scure, esso avvolge tutte le terrazze dell’edificio, raccordando il retro con il fronte, conferendo così una lettura omogenea all’intero fabbricato e creando un gioco di contrasti cromatici con le piastrelle candide delle pareti delle residenze.

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