02 Anima Sarda

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La Sardegna è terra antichissima, le cui rocce, un tempo sommerse, sono state modellate nel corso dei millenni dalle acque e dai venti. La bellezza del paesaggio sardo è caratterizzata dai silenzi della natura, dall’indisturbata percezione dell’orizzonte a chilometri di distanza, dalla vegetazione in cui domina incontrastata la macchia mediterranea con le sue essenze caratteristiche.

Anima Sarda sorge nel Sud Sardegna, collocata nel territorio pedemontano del comune di Pula e precisamente nella località di Is Molas. È inserita all’interno di un contesto paesaggistico in cui lo sguardo dell’osservatore viene catturato dalla bellezza incontaminata del luogo, in cui domina la presenza della macchia mediterranea, le cui essenze sono il mirto, il cisto, l’erica, il rosmarino, l’elicriso e l’olivastro, il corbezzolo e il lentischio, e può spaziare indisturbato dai rilievi del retrostante Parco Montano che scendono ripidi da occidente fino a perdersi sulla linea d’orizzonte del mare e sull’istmo del golfo di Nora e la sua torre.

Il progetto prende spunto da uno degli archetipi dell’architettura tradizionale della Sardegna: lo stazzo. Questa costruzione era il fulcro della vita rurale, eletta a presidio dei pascolativi. Un’architettura semplice ed elementare, formata da una singola cellula quadrangolare, con un solo ingresso sul lato riparato dal sole e dal vento, con il pavimento in terra e i muri in pietra, il tetto in legno e canne, sormontato da tegole in terracotta. Alla singola cellula se ne andavano ad affiancare di altre, sempre ad un unico piano; in questo modo, la casa, osservata da lontano appare come un segno orizzontale, disposto ad assecondare le linee di pendenza del terreno.
La domanda fondamentale che ci si deve porre quando si opera in tali contesti è come agire in modo da preservare questo sottile equilibrio tra le linee della costruzione e le linee del paesaggio, dove la scala di riferimento diventa quindi quella dell’arbusto e della roccia affiorante dal terreno.
La risposta allora non può che essere questa, di un’architettura che colga l’essenza stessa del luogo, che si pone come trait d’union tra uomo e natura.

Un’architettura che nasce dal suolo, fortemente radicata ad esso, che interpreta la condizione topologica in modo tale da sembrare essa stessa prodotto della natura, come un banco roccioso che emergendo dal terreno viene plasmato dal sole, dal vento e dall’acqua; il naturale e l’artificiale si fondono in una sintesi formale senza alterarne il carattere naturale, cogliendo così l’essenza stessa del genius loci. La costruzione si insinua negli spazi lasciati liberi dalle rocce e dalla macchia mediterranea, accostandosi ad essi e dando un valore emozionale aggiunto all’architettura.

Gli ambienti interni sono ricavati dall’accostamento di più cellule elementari, disponendosi secondo due giaciture che riprendono le linee del suolo, appaiono in perfetto rapporto armonico tra le parti e permettono di aprirsi all’ambiente esterno dando scorci sempre nuovi. La massa muraria prevale sul vuoto, incarnando così l’idea di un’architettura fortemente introversa, rispettosa delle condizioni eliotermiche, aprendosi all’esterno solo dove è strettamente necessario, per cui la casa è totalmente chiusa sul lato nord-occidentale, riservando le aperture sul lato opposto, che vanno a configurarsi quindi come focali, scorci privilegiati di osservazione del paesaggio.

L’accesso alla proprietà dalla strada viene filtrato tramite un cortile di ingresso, recintato da muretti in pietra. La disposizione degli ambienti interni, ottenuta accostando cellule elementari indipendenti, si configura su tre gradoni che risolvono il salto di quota dovuto all’orografia del terreno. L’abitazione è pensata come casa per vacanze, destinata quindi ad ospitare una famiglia e i suoi ospiti; pertanto, si configura per potersi espandere, operando per addizione di volumi elementari, riprendendo metaforicamente l’idea stessa della macchia mediterranea che si appropria dello spazio e lo incorpora. La presenza della zona giorno è resa manifesta dai camini, fulcro dell’intimità del focolare domestico, che emergono dalla copertura rispetto al forte sviluppo orizzontale dato dai muri perimetrali. A interrompere la sequenza dei volumi dei diversi ambienti vi è un patio più intimo, racchiuso all’interno della casa e aperto solo verso il cielo.

La costruzione è fortemente evocativa dei caratteri dell’architettura ancestrale della Sardegna, riprende la tecnica costruttiva tradizionale, costituita da setti portanti spessi, realizzati in muratura e intonaci ruvidi, riprendendo il colore e la superficie irregolare della roccia. Le coperture a falde inclinate sono realizzate con finitura in coppi e con muretti di coronamento a diverse altezze che imprimono un ritmo organico alla costruzione. Le zone giorno sono invece caratterizzate dal tetto piano, a cui si accede tramite una scala in muratura che permette di godere della vista circostante da un punto di vista privilegiato.
Il passaggio tra le zone interne ed esterne viene reso graduale tramite pergole che filtrano la luce del sole, con struttura lignea e incannicciato, in modo tale da avere un’estensione dei soggiorni verso la costa e che rappresenta il filo sottile che lega la casa all’ambiente naturale a cielo aperto. Di fatto, l’abitazione si apre totalmente verso il lato sud-orientale sconfinando nella natura, non avendo elementi di chiusura e seguendo progressivamente il naturale declivio del terreno.
La casa mantiene i caratteri di un’architettura essenziale anche nel disegno degli interni, in cui lo spazio è organizzato sfruttando la massa muraria, scavando lo spessore per ospitare gli arredi, andando a creare una gerarchia dello spazio e ricalcando ancora una volta i caratteri dell’abitazione tradizionale.

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